ISCHIA, FOLLIA A CAVASCURA PARETE DI TUFO SVENTRATA PER METTERCI UN ASCENSORE

La spiaggia dei Maronti è da tempo interessata da un’intensa opera di trasformazione edilizia che sta progressivamente trasformando una baia incantevole in un inferno di cemento.
A seguito di segnalazione arrivata al nostro gruppo con tanto di foto che si allegano ci siamo recati presso la foce di Cavascura nel Comune di Barano d’Ischia ed abbiamo verificato la presenza di copioso materiale di risulta depositato sul letto dell’alveo naturale.
Oltre alle consuete brutture di cemento armato che stanno volgarizzando pesantemente una zona ad altissimo pregio naturalistico, vi sono persino trafori nella parete tufacea di ampie dimensioni, uno dei quali contiene addirittura un ascensore che non è ben chiaro se in funzione o meno. La cosa assurda è che si tratta di un alveo naturale che serve al deflusso delle acque e nei mesi piovosi può trasformarsi in un vero e proprio torrente con una grossa portata d’acqua. L’ascensore ha accesso proprio sull’alveo naturale del canalone.
Sono oltretutto visibili grossi quantitativi di materiale scavato che sono stati stesi sull’alveo del canalone. Tutto ciò mentre paradossalmente si elogia in alcuni articoli il colore turchese della Baia dei Maronti riconducendolo a giochi di correnti e limo, mentre a nostro modesto avviso, tale colore è dovuto alla massa enorme di materiale inerte polveroso che viene scaricato nei canaloni che hanno naturale sbocco in mare.
Abbiamo provveduto a segnalare al Comune di Barano nella figura del Sindaco, dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Municipale, la presenza di questi lavori nella foce di Cavascura, chiedendo la verifica della legittimazione urbanistica e della presenza dei necessari pareri per lavori che a noi appaiono assurdi, inaccettabili in un’area così delicata anche sotto il punto di vista idrogeologico oltre che di grandissimo pregio naturalistico.

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Il Movimento 5 Stelle Ischia porta Cava dell’Isola negli Uffici della Soprintendenza

10430920_304775673031322_4818015764736731277_nL’interrogazione parlamentare in merito allo scempio di Cava dell’Isola sta viaggiando ed è arrivata sui tavoli della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli.
Già nei giorni scorsi siamo stati telefonicamente contattati dall’Ufficio della Soprintendenza responsabile per l’isola d’Ischia e ci è stato riferito che sulla questione erano state allertate le Forze dell’Ordine che hanno già compiuto le prime azioni a tutela del rispetto delle leggi.
Ieri il Movimento di Ischia è stato accolto in audizione nelle stanze del Palazzo Reale per fornire ulteriori dettagli sulla questione e così consentire indagini affinché vi siano i dovuti interventi e venga data un’esaustiva risposta all’interrogazione che ha attivato il Ministero sul tema.
Dritti per la nostra strada!

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Presa-Diretta

Ischia e l’abusivismo edilizio su Rai3

Il servizio di Presadiretta andato in onda su raitre sull’abusivismo dell’Isola d’Ischia in fin dei conti non ha messo né tolto a quanto conosciuto da chi vive questa problematica con quotidiana preoccupazione ed approfondimento. Si sono toccati i punti cardine, ma lo si è fatto sommariamente anche perché trattasi di conseguenze figlie di decenni di cattiva amministrazione e mancato senso della misura, non facilmente riassumibili se si vuole abbracciare in un unico servizio l’intera questione.

Ma il pregio di questo servizio è quello di essere stato chiaro e comprensibile nell’elencare le responsabilità trasversali che hanno portato ad un consumo del territorio degno delle cronache nazionali. Ad essere chiamate in causa sono state le Istituzioni statali e locali, le cui responsabilità tristemente partono dagli organi maggiori come il Ministero delle Infrastrutture nel caso della Caserma Forestale di Casamicciola, passando per gli Amministratori locali, ben rappresentati da un Regine che mostra un’inerzia disarmante ed impudica nel confessare le storture di chi ha anche fantasiosamente interpretato la Legge pur di far continuare a costruire con la ben conosciuta ed infondata applicazione dell’art. 9 della L. 10/2004 della Regione Campania. Finendo ai singoli esponenti della politica e delle Istituzioni (ex Ministri, Prefetti, Alti Funzionari) che hanno sull’isola costruito impunemente e arrogantemente la casa per la villeggiatura. E poi ci sono i cittadini, che beatamente e con un pizzico di forsennato orgoglio mostrano i grandi vani alzati per civili abitazioni o per attività senza la benché minima autorizzazione se non la “tolleranza del vicino”.

Non ne usciamo bene, ma nemmeno si può gridare al complotto mediatico che sovente viene paventato pur di non affrontare seriamente e politicamente il problema dell’abusivismo edilizio. Sì, perché se avessero voluto approfondire, non avrebbero certo taciuto le morti che abbiamo subito a causa di una frenesia di cemento senza controllo, che da deturpante è diventato anche pericoloso. Perché se ad Ischia le case “si alzano in una notte” lascio a voi immaginare le condizioni di sicurezza e di staticità che molti dei manufatti isolani presentano.

Lampante e univoca, emerge, però, la regina di tutte le responsabilità nella grande colata che ha sommerso l’isola, ed essa è riconosciuta ed additata anche da chi di questa situazione ha smisuratamente approfittato, trovando un facile ma indiscutibile capro espiatorio su cui scaricare ogni colpa. La grande, voluta e colpevole assente è proprio l’Amministrazione locale, il cui compito doveva essere il necessario risvolto pratico e giusto di regole che esistono, ma non vengono rispettate. Perché un’Amministrazione non dovrebbe costringerci all’avvilente immagine di un archivio nello scantinato dove giacciono migliaia di istanze che è meglio “non trattare” demandando ad altri quanto doveva essere immediatamente riscontrato. Una buona Amministrazione senza esitazione avrebbe in ogni modo fermato l’insensato proliferarsi di vani e di costruzioni sull’onda di un terzo Condono chiaramente inapplicabile sul nostro territorio, per non parlare del mare di cemento successivo al 2003. Ma così non è stato e continua a non essere costringendoci alle attenzioni che la nostra isola meriterebbe per ben altro.

Emblematico e significativo il magnifico tramonto foriano che viene inquadrato quasi ad evocare un paradiso violato, ma anche un nuovo possibile giorno di riscatto. Perché Ischia ha ancora tanto da salvare, ma ciò equivale a dire che ha anche tanto da distruggere. Dipende tutto da noi.

di Mario Goffredo

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