EAV Bus – Interrogazione parlamentare del M5S

Giovedì 17 Aprile è stata presentata una nuova interrogazione parlamentare a firma di Luigi Di Maio sulla vicenda EAV Bus. Vicenda che il meetup di Ischia segue da anni per quanto riguarda l’isola e per la quale ha sempre sostenuto una soluzione basata sull’azionariato popolare.

news_foto_44498_eavbus1Il trasporto su gomma è lasciato con evidenza alla mercé dei privati nonostante lo stanziamento di 10 milioni di euro (previsti dalla legge regionale 7 dicembre 2012, n. 32 e mai arrivati) per la manutenzione e ripristino del parco autobus. La regione Campania, le province, i comuni si sono attrezzati concedendo a privati le concessioni per gestire il trasporto pubblico e svolgendo un servizio che solo sulla carta rimane ad EAV Holding. Pochi giorni fa la regione Campania sembra aver avviato e quasi concluso l’affidamento di 7 corse ad un privato ischitano (Schiano Bus), in procinto di riprendere ad effettuare i 250 mila chilometri anno che effettuava, tempo addietro, la Pegaso.

Vale la pena ricordare alcuni trascorsi sul trasporto pubblico locale come il “bando isole minori” del ministero dell’ambiente agli inizi del 2000 in cui l’isola d’Ischia si aggiudicò un cofinanziamento al 72% su 1.766.000 euro per bus elettrici, trasporto a chiamata e scooter sharing. Servizi che sull’isola non si sono mai visti fino ad ora.

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Di seguito i video della manifestazione del 16/11/2012 contro la privatizzazione di EAV Bus

Ecco il testo dell’interrogazione

Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-04566
presentato da
DI MAIO Luigi
testo di
Giovedì 17 aprile 2014, seduta n. 214

LUIGI DI MAIO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della giustizia, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
Eav Bus (1.205 lavoratori al 1o marzo 2013, oltre al relativo indotto), di proprietà dell’Ente autonomo Volturno, che a sua volta è di proprietà della regione Campania, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Napoli con sentenza del 14 novembre 2012, n. 38 del 2012;
in data 24 aprile 2013 la corte di appello di Napoli ha depositato la sentenza n. 57 del 2013 con la quale dichiarava Eav Bus, ferma la dichiarazione del suo fallimento, in possesso dei requisiti soggettivi previsti dall’articolo 2, comma 1 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria disciplinata dal medesimo decreto legislativo;
non avendo alcuna delle parti proposto ricorso in Cassazione nel termine di legge, la decisione della corte di appello è passata in giudicato in data 24 maggio 2013;
al momento del suo fallimento, Eav Bus esercitava servizio di trasporto pubblico con una flotta di 540 autobus con un bacino di utenza di circa 2,2 milioni di abitanti e circa 1.300 lavoratori;
con decreto del 20 giugno 2013, il tribunale di Napoli ha invitato la curatela a depositare in cancelleria ed a trasmettere al Ministero dello sviluppo economico una relazione motivata circa l’esistenza delle condizioni previste dall’articolo 27 del decreto legislativo n. 270 del 1999;
in tale relazione, si legge che «le oggettive difficoltà ed inefficienze che affliggono l’azienda, rendono la prospettiva di riequilibrio un obiettivo che sembra privo di quel requisito di concretezza che è condizione di ammissione alla procedura di cui al decreto legislativo n. 270 del 1999»;
a parere dell’interrogante non si tiene conto delle potenzialità che il settore esprimerebbe alla luce della grave crisi in Campania con la necessità di un trasporto locale efficiente e capace di essere perfino fonte di profitto se ben gestito, senza tener conto dell’abbattimento dell’inquinamento ambientale. Infatti, sempre nelle conclusioni della relazione della curatela fallimentare (ex articolo 35 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270), si legge che «il mercato, sia pure in termini di affitto e non di acquisizione aziendale, sembra, contrariamente all’opinione dei curatori, credere in una possibilità di recupero dell’attività imprenditoriale e di ricostruzione di un equilibrio economico finanziario»;
inoltre, nella stessa relazione si indicano chiaramente le colpe e le incapacità di una governance che ha portato al rilevamento, da parte di EAV BUS, di aziende «per lo più disastrate e con eccessivi carichi di personale»;
sarebbe stato, a tal proposito, necessario un risanamento che avrebbe dovuto condurre all’equilibrio di bilancio con piani mai realizzati, infatti le criticità del piano di risanamento «piano operativo gestionale 2013/2015», mai decollato, sono riconducibili dalla curatela fallimentare alla mancanza di due elementi essenziali «il sostegno finanziario dei soci e il cambiamento drastico della corporate governance»;
trascorso un anno e mezzo circa dal fallimento, dopo due contratti di solidarietà che gravano sui bilanci dell’INPS e della regione Campania (Fondo di solidarietà), i conti sono in profondo rosso: secondo quanto risulta al deputato interrogante, pare che si perda un milione di euro al mese;
nel frattempo, la situazione negli impianti è catastrofica: il personale nella maggior parte degli impianti risulta inutilizzato perché i fondi regionali non arrivano ed i mezzi rimangono fermi nei depositi;
la regione Campania, le province, i comuni si sono attrezzati concedendo a privati le concessioni per gestire il trasporto pubblico e svolgendo un servizio che solo sulla carta rimane ad EAV Holding;
è di questi giorni la notizia che la regione Campania sembra aver avviato e quasi concluso l’affidamento di 7 corse ad un privato ischitano (Schiano Bus), in procinto di riprendere ad effettuare i 250 mila chilometri anno che effettuava, tempo addietro, la Pegaso. Inoltre, la cooperativa Tasso di Sorrento ha provato l’idoneità dei propri automezzi sui percorsi che a breve la provincia di Napoli si appresterebbe ad affidarle –:
se il Governo non ritenga doveroso intervenire con apposito atto per estendere i poteri del commissario Pietro Voci (già nominato per il risanamento di Eav Holding, ma esclusivamente per quanto riguarda il trasporto su ferro) affidandogli finalmente anche le deleghe del trasporto pubblico su gomma posto sempre in secondo piano rispetto al ferro;
che cosa il Governo abbia intenzione di fare visto che il trasporto su gomma è lasciato con evidenza alla mercé dei privati, nonostante lo stanziamento di 10 milioni di euro (previsti dalla legge regionale 7 dicembre 2012, n. 32 e mai arrivati) per la manutenzione e ripristino del parco autobus;
se il Ministro del lavoro non ritenga di dover inviare gli ispettori dell’INPS e dell’ispettorato del lavoro al fine di accertare se i soldi erogati per i contratti di solidarietà siano stati ben utilizzati, vista la cattiva gestione del personale, le spese per le consulenze esterne e l’utilizzazione di mano d’opera esterna nelle officine della suddetta azienda;
se il Governo non ritenga, per quanto di sua competenza, di agevolare la proposta di supportare con appositi atti la costituzione di una cooperativa, che si sostituisca da subito alle attività dell’ex Eav Bus e che ne permetta la partecipazione alle successive gare per 1‘affidamento dei servizi di trasporto su gomma. (4-04566)

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Una grande idea: “Orto sociale di Matarace”. Partecipa!

Il comune di Barano d’Ischia ha emesso una delibera volta a raccogliere idee per la destinazione d’uso di un terreno comunale, allo stato incolto, che si trova nella frazione di Piedimontezona Matarace – Barano d’Ischia.

ripresa aerea terreno di Matarace
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L’idea è quella della creazione di uno spazio comune da dedicare agli orti e alla cultura contadina del nostro Comune e della nostra isola in generale. Uno spazio che possa essere occasione pratica per diversi fini che abbiamo solo genericamente esposto nella “manifestazione di interesse” riportata qui sotto, ma che è aperta a ogni valido suggerimento, correzione, integrazione, critica:

In riscontro alla delibera del Comune di Barano d’Ischia datata 13 marzo 2014 avente ad oggetto “Avviso Pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse ai fini della concessione in uso della area in località Piedimonte – Matarace” si illustra la seguente idea.

Il progetto “Orto sociale di Matarace” è proiettato alla creazione di uno spazio verde da adibire alla coltivazione e alla valorizzazione delle colture e culture locali legate all’agricoltura, nel pieno rispetto dell’area e della meravigliosa cornice di campagna in cui si inserisce. Esso ha l’ambizione di offrire uno spazio in cui i cittadini possano sviluppare compiutamente e concordemente uno spazio comune per la coltivazione, la condivisione e la distribuzione dei prodotti agricoli locali nel pieno rispetto biologico delle colture per un prodotto salutare ed una rispettosa manutenzione del verde pubblico, in linea con le direttive e gli scopi illustrati nella delibera del Comune datata 13 marzo 2014.

Tale progetto vuole concretamente realizzare una valorizzazione della zona senza operare alcun intervento che comporti consumo di suolo, impatto ambientale o modifica della naturale composizione del terreno, ma semplicemente intervenendo con una pulizia dell’area e la sua organizzazione per la coltivazione e per i fini sociali legati al presente progetto.

Gli obiettivi che si intendono perseguire sono molteplici, ma tutti inseribili in un quadro comune armonioso e coordinato, che consentirebbe all’area interessata di essere in un tempo solo: luogo di aggregazione, luogo di formazione, area coltivabile per la produzione e distribuzione dei prodotti agricoli, occasione di svago ed attrattiva turistica con l’organizzazione di eventi legati alla cultura contadina comunale.

Lo spazio verrebbe così organizzato:
spazi coltivabili da assegnare a cittadini che ne facciano espressa richiesta e rispettino determinati requisiti, con la predisposizione del minimo necessario per la coltivazione e la cura delle colture;
aree da destinare alle visite e alla formazione scolastica con la possibilità per gli studenti di imparare ed attuare le diverse tecniche di coltura e coltivazione del terreno;
aree coltivabili destinati a progetti sociali per soggetti diversamente abili e per minori (e non) destinati dal Tribunale a percorsi di rieducazione e di messa in prova;
spazi per il deposito della strumentazione necessaria alle colture e per l’allocazione di serbatoi in grado di raccogliere l’acqua piovana necessaria all’irrigazione;
aree destinate al compostaggio degli scarti vegetali derivanti dalla coltivazione;
area da destinare alla aggregazione per eventi, sagre e feste legate alla nostra cultura contadina.

La predisposizione di strutture funzionali all’utilizzo del terreno sarà compiuta con l’utilizzo di materiale completamente riciclabile senza alcun tipo di intervento impattante sul suolo e sull’ambiente. L’utilizzo del legno e di muretti a secco ove necessari, saranno funzionali alla creazione di uno spazio che sappia soddisfare le esigenze estetiche oltre che funzionali che la tutela dell’area di campagna richiede.

Le colture prevedranno un piano di gestione e sviluppo completamente naturale e senza l’utilizzo di pesticidi, insetticidi, concimi chimici o altre sostanze tossiche che possano essere dannose per l’ambiente circostante o compromettere la perfetta salubrità del prodotto. L’area sarà seguita costantemente dalla consulenza di agronomi e diventerà occasione di formazione e di organizzazione di eventi formativi proprio in merito alle possibilità colturali naturali, diventando momento di promozione e crescita dell’attività agricola del nostro comune.

La creazione di spazi da assegnare a cittadini richiedenti, consentirà di soddisfare quell’esigenza che alcuni nuclei familiari privi di terreno di proprietà rappresentano: avere uno spazio coltivabile di indiscutibile beneficio non solo per l’economia domestica con l’autoproduzione alimentare, ma anche occasione di svago e di aggregazione per tutta la famiglia.

L’area potrà fungere anche da luogo ideale per progetti scolastici legati all’agricoltura con la possibilità per gli studenti di seguire lezioni teoriche accompagnate alla pratica che non si esaurisce nel singolo evento, ma dando la possibilità agli studenti di frequentare liberamente ed assiduamente l’area per seguire le colture e beneficiare dei frutti dell’orto.

All’uopo si profila opportuna la creazione di un’associazione aperta di scopo che abbia come fine l’organizzazione e la manutenzione ordinaria del luogo e il necessario ed impegnativo avviamento. E’ solo però la partecipazione di tutta la cittadinanza con la dovuta e convinta assistenza amministrativa che può garantire il successo di quella che è veramente una buona idea!

Un esempio di progetto
Un esempio di progetto

Dimostra la tua sensibilità sul tema per convincere l’Amministrazione della bontà dell’idea.
Partecipa al gruppo aperto facebook dove ci coordiniamo per le iniziative da tenere al riguardo.

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Cava dell’isola: Interrogazione parlamentare del M5S

cavastorySe ne parla da anni e puntualmente all’inizio della stagione tutti si accorgono di Cava dell’Isola, e si attiva un fenomeno di azione reazione che ha, guarda caso, come oggetto una delle poche cose libere e per i cittadini tutti.
Così saltano fuori le esigenze di messa in sicurezza che obbligano a malincuore verso la chiusura della spiaggia, e saltano fuori anche gli eroi, che dopo aver rapidamente risolto la situazione e salvato capra e cavoli, riaprono la spiaggia. Ah, per chi non l’avesse capito le due figure coincidono, i voti aumentano e il potere si consolida.

Grazie all’intervento del MoVimento 5 Stelle – sulla scorta del lavoro svolto dal Movimento 5 stelle Isola d’Ischia sin dal 2010 e anche prima – questo modo di fare forse avrà vita breve. E’ notizia di questi giorni infatti l’interrogazione presentata dal portavoce del M5S alla Camera Massimo Felice de Rosa al ministero dei beni e delle attività culturali del turismo (Dario Franceschini – PD), al ministero dell’ambiente e della tutela dei territori e del mare (Gianluca Galletti – UDC) e al ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Maurizio Lupi – NCD), che chiede:

– se il Governo sia a conoscenza di quelli che agli interroganti appaiono abusi edilizi;
– se il Governo non intenda assumere ogni iniziativa di competenza per il ripristino della zona e il risarcimento dei danni ambientali e del lavoro di riconsolidamento della spiaggia;
– quali iniziative di competenza, anche normative, il Governo intenda mettere in atto per evitare ulteriori abusi al fine di preservare le coste, il nostro paesaggio e, conseguentemente, l’indotto turistico, dalla costante e progressiva distruzione ed impoverimento. 

In attesa della risposta da parte del Governo, qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione.

Interrogazione a risposta scritta 4-04373 
presentato da
DE ROSA Massimo Felice
testo di
Venerdì 4 aprile 2014, seduta n. 205
DE ROSA, LUIGI DI MAIO, FICO, LUIGI GALLO, TOFALO, BUSTO, ZOLEZZI, TERZONI, SEGONI, MANNINO e DAGA. – Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: 

nel comune di Forio d’Ischia (Na), presso la spiaggia «Cava d’Isola», in data successiva al 2003 e pertanto al di fuori di qualsiasi potenziale applicazione condonistica, è stato costruito ex-novo un complesso ricettivo alberghiero che ha devastato una zona di inestimabile bellezza e dal paesaggio incontaminato;
in tale area vige il pieno vincolo paesaggistico ed il regime di inedificabilità assoluta (300 metri dalla costa), in considerazione, a maggior ragione, del forte rischio idrogeologico presente sul territorio;
il villaggio turistico sorto alle spalle di Cava dell’Isola sembrerebbe presentare tutte le condizioni di un abuso «non abitativo»;
la struttura alberghiera, chiamata «Baia delle Sirene» e appartenente al gruppo «CastHotels» è pienamente operativa;
la spiaggia sottostante è costantemente oggetto di frane e smottamenti provenienti dalla collinetta su cui è stato edificato tale complesso;
in data 18 marzo 2014, proprio a seguito delle ultime frane, il comune di Forio d’Ischia ha emesso un’ordinanza con la quale vieta l’accesso alla spiaggia di «Cava d’Isola» ma nessun provvedimento è stato preso contro chi è responsabile dell’invasione di tonnellate di cemento a ridosso dell’arenile interessato –:
se il Governo sia a conoscenza di quelli che agli interroganti appaiono abusi edilizi;
se il Governo non intenda assumere ogni iniziativa di competenza per il ripristino della zona e il risarcimento dei danni ambientali e del lavoro di riconsolidamento della spiaggia;
quali iniziative di competenza, anche normative, il Governo intenda mettere in atto per evitare ulteriori abusi al fine di preservare le coste, il nostro paesaggio e, conseguentemente, l’indotto turistico, dalla costante e progressiva distruzione ed impoverimento. (4-04373)

 

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