ISCHIA, FOLLIA A CAVASCURA PARETE DI TUFO SVENTRATA PER METTERCI UN ASCENSORE

La spiaggia dei Maronti è da tempo interessata da un’intensa opera di trasformazione edilizia che sta progressivamente trasformando una baia incantevole in un inferno di cemento.
A seguito di segnalazione arrivata al nostro gruppo con tanto di foto che si allegano ci siamo recati presso la foce di Cavascura nel Comune di Barano d’Ischia ed abbiamo verificato la presenza di copioso materiale di risulta depositato sul letto dell’alveo naturale.
Oltre alle consuete brutture di cemento armato che stanno volgarizzando pesantemente una zona ad altissimo pregio naturalistico, vi sono persino trafori nella parete tufacea di ampie dimensioni, uno dei quali contiene addirittura un ascensore che non è ben chiaro se in funzione o meno. La cosa assurda è che si tratta di un alveo naturale che serve al deflusso delle acque e nei mesi piovosi può trasformarsi in un vero e proprio torrente con una grossa portata d’acqua. L’ascensore ha accesso proprio sull’alveo naturale del canalone.
Sono oltretutto visibili grossi quantitativi di materiale scavato che sono stati stesi sull’alveo del canalone. Tutto ciò mentre paradossalmente si elogia in alcuni articoli il colore turchese della Baia dei Maronti riconducendolo a giochi di correnti e limo, mentre a nostro modesto avviso, tale colore è dovuto alla massa enorme di materiale inerte polveroso che viene scaricato nei canaloni che hanno naturale sbocco in mare.
Abbiamo provveduto a segnalare al Comune di Barano nella figura del Sindaco, dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Municipale, la presenza di questi lavori nella foce di Cavascura, chiedendo la verifica della legittimazione urbanistica e della presenza dei necessari pareri per lavori che a noi appaiono assurdi, inaccettabili in un’area così delicata anche sotto il punto di vista idrogeologico oltre che di grandissimo pregio naturalistico.

16700387_768213576687527_265061346822857540_o

16730324_768212000021018_7562355186645885604_n

16641043_768211886687696_8246240751905188393_n

16730550_768211730021045_4204157639574704532_n

Approfondisci

Rischio vulcanico e piani di evacuazione per Ischia? Facciamo chiarezza!

12494840_603872453121641_7099703841363884755_n

Una delle peculiarità dell’isola d’Ischia è l’incredibile concentrazione in pochi Km quadrati di diverse tipologie di territori. Si passa dalle spiagge alla collina, dai calanchi alle scogliere a picco sul mare, dai pendii terrazzati alle incisioni pressoché verticali con corsi d’acqua sul fondo. Purtroppo la scarsa manutenzione del territorio sta minando nel profondo la stabilità dei versanti, sia quelli che affacciano direttamente sul mare che quelli a mezza costa. Basti citare il lungomare di Forio che sta letteralmente franando un pezzo per volta, o il costone che insiste sulla strada del Castiglione o, ancora, la recente frana nel comune di Serrara Fontana che ha provocato l’interruzione del traffico veicolare lungo la Strada Provinciale.

E’ ben nota l’origine vulcanica dell’isola, sebbene talvolta qualcuno dimentica che i meccanismi che hanno portato alla nascita e poi all’evoluzione di Ischia sono completamente diversi da quelli che caratterizzano altre isole vulcaniche come Stromboli, Vulcano, per rimanere in Italia, o le Hawaii se vogliamo citare un esempio all’estero. Ischia non ha un vulcano centrale ma tanti piccoli centri eruttivi diffusi sia a terra che a mare. L’ultima eruzione si verificò nel 1301. Dopo quell’evento, non si registrarono altre eruzioni. Gli studi geofisici e le osservazioni da satellite, dimostrerebbero che il corpo magmatico, presente a circa 2 Km di profondità sotto il livello del mare, è in raffreddamento. Questo fa pensare che le probabilità che l’isola conosca una nuova fase eruttiva siano estremamente basse. Ben più concreto è il rischio sismico.

Il rischio può essere espresso dalla formula: Rischio = Pericolo x Magnitudo. Il rischio quindi è dato dal prodotto tra la pericolosità (la probabilità che un evento si verifichi in un determinato spazio/tempo) e la Magnitudo, cioè la gravità delle conseguenze dannose. Più alto è uno di questi due fattori, più grave sarà il rischio. Per esempio consideriamo la probabilità che avvenga una frana della stessa entità di quelle che hanno interessato Casamicciola o Monte Vezzi. Poiché gli eventi piovosi stanno fortemente assumendo caratteristiche tropicali (grandi quantità di precipitazioni concentrate in poco tempo) il pericolo di frana non potrà che aumentare. La Magnitudo in questo caso dipende dal valore esposto, ossia da quanti fabbricati, quante strade, quante infrastrutture e, soprattutto, quante persone vivono nel territorio potenzialmente interessato dalla frana. Ecco quindi che il Rischio avrà un valore molto alto in caso di frana in aree abitate.

Se consideriamo un evento sismico, che non sarebbe una novità a Ischia, il Rischio schizzerebbe alle stelle. Nel 1883 un terremoto tutto sommato di bassa magnitudo provocò più di 2000 morti a causa dei crolli che interessarono praticamente l’intero abitato di Casamicciola e di buona parte di quelli di Lacco Ameno e di Forio. Le strutture crollate avevano caratteristiche scarse da un punto di vista ingegneristico. Attualmente il rischio sismico è molto più alto rispetto al 1883 per due motivi: è aumentato il valore esposto sia in termini di abitanti che di infrastrutture e la qualità costruttiva di gran parte dei manufatti non è migliore di quella delle case crollate nel 1883. Dovremmo avere, quindi, grosse preoccupazioni non per eruzioni che quasi certamente noi, i nostri figli e i nostri pronipoti non vedranno, ma per frane e terremoti che inevitabilmente continueremo a registrare e di cui, purtroppo, quasi certamente saremo testimoni.

Che fare? Non possiamo intervenire sulle probabilità che un evento accada, ma possiamo ridurre il valore esposto. Ad esempio una regolare manutenzione del territorio potrebbe ridurre le aree potenzialmente interessate dalle frane. Una verifica sismica per lo meno di tutti gli edifici scolastici e di quelle strutture che in caso di emergenza verranno utilizzate come primo ricovero e quartier generale, potrebbe garantire, in caso di emergenza, il regolare funzionamento della macchina dei soccorsi. E’ utopistico pensare di abbattere tutte le abitazioni non a norma o non staticamente sicure. Ma andrebbe fatta una campagna di informazione per far conoscere il rischio a tutta la cittadinanza. Le persone devono sapere che un giorno potrebbero trovarsi a vivere una situazione di emergenza e devono sapere come comportarsi.

 Ecco quindi che un piano di emergenza che coinvolga l’intera isola d’Ischia sarebbe quanto meno auspicabile. Un piano di emergenza, si badi bene, è ben diverso da un piano di evacuazione. L’evacuazione è un’operazione che interessa una larga parte della cittadinanza di un’area nel momento che precede l’arrivo di un evento catastrofico. Va da sé che l’evento catastrofico in questione è uno di quelli che possono essere previsti, come un’eruzione vulcanica o uno tsunami. Le frane e i terremoti colpiscono all’improvviso, quindi il piano di emergenza deve necessariamente puntare alla gestione delle fasi successive all’evento stesso. Le professionalità interne all’organico comunale di tutti e sei i centri abitati di Ischia sono perfettamente capaci di mettere assieme un documento in cui venga illustrato un piano di emergenza, ossia la descrizione delle fasi successive ad un evento naturale che potrebbe colpire parte della popolazione dell’isola. Definire i centri di raccolta, i punti di ricovero, le funzioni degli operatori sanitari, dei trasporti, sono cose che andrebbero pianificate ora. Non si può far finta di vivere in un’area geologicamente tranquilla. Bisogna accettare il fatto che la straordinaria bellezza dell’isola d’Ischia può nascondere un pericolo altrettanto straordinario, ma le amministrazioni possono e devono agire per cercare di ridurre il rischio.

Approfondisci

Centrale Geotermica di Serrara Fontana: l’esito dell’incontro

Questa mattina si è svolto come da programma l’incontro informativo sul reale sviluppo del percorso verso la probabile realizzazione della centrale geotermica sull’isola d’Ischia, nel comune di Serrara Fontana, scaturita dall’emanazione del Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 in attuazione della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo.

11817179_420601308111502_4008735947015237641_n

Il Prof. Giuseppe De Natale e il Dott. Bartolomeo Garofalo hanno spiegato in modo esaustivo e semplice, attraverso slide realizzate per l’occasione la reale situazione dello studio di fattibilità del sistema di trasformazione dell’energia geotermica in energia elettrica.

De Natale ha illustrato in maniera dettagliata il funzionamento del sistema citando casi simili a livello europeo ed esponendo il proprio punto di vista come Direttore dell’Osservatorio Vesuviano e chiarendo uno ad uno i vari dubbi e perplessità manifestati dai numerosi presenti all’incontro.

Garofalo ha invece presentato una relazione sul reale andamento dello studio di fattibilità specificando che l’8 Agosto il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) rilascierà il permesso di ricerca di concerto con il Ministero dell’Ambiente, a seguito dell’esito favorevole della VIA e dell’intesa regionale, tenuto conto delle risultanze istruttorie, ivi compresi il pronunciamento della CIRM e le determinazioni della Conferenza di Servizi. All’atto del rilascio del permesso di ricerca è approvato il relativo programma dei lavori e sono stabilite le condizioni e le modalità alle quali è fatto obbligo al concessionario di ottemperare per la costruzione e l’esercizio degli impianti di coltivazione dei fluidi geotermici in caso di esito della ricerca conforme a quanto indicato nell’istanza di permesso di ricerca.

11813525_420601348111498_2151020740074773278_n

Inoltre ha proceduto nella spiegazione dei seguenti punti:

  • Ha illustrato in dettaglio luogo e tipologia di perforazioni
  • Distribuzione delle isoterme
  • Localizzazione dell’impianto e dell’elettrodotto MT tramite simulazioni 3D
  • Visibilità dell’impianto e impatto ambientale sempre tramite simulazione
  • Ha fornito informazioni sulla ditta che si occuperà della costruzione dell’impianto (Ormat)
  • Ha illustrato in dettaglio il funzionamento della centrale geotermica a ciclo binario ORC e la struttura dei pozzi con relativa proiezione orizzontale e 3D
  • Ha illustrato lo studio sul livello di rumore durante le perforazioni
  • Ha infine illustrato esempi simili presenti in Italia e USA

Dalla relazione è emerso che l’impatto ambientale è estremamente limitato e che il funzionamento della centrale geotermica risulta essere a ciclo chiuso: ciò che viene prelevato dal sottosuolo viene reimmesso come anche i gas vengono continuamente portati da stato liquido a gassoso e riutilizzati in maniera ripetitiva senza alcuna dispersione nell’ambiente, tutelando così l’equilibrio naturale sotterraneo ed esterno del luogo.

Cliccando qui è possibile scaricare il PDF illustrato dal Dott. Garofalo durante la sessione mattutina, mentre tra pochi giorni sarà disponibile il video con i vari interventi.

Lo staff di Ischia Forum ringrazia inoltre l’ass. Vito Iacono per la concessione dello spazio e l’ottima accoglienza e comunica che organizzerà prossimamente altri eventi simili al fine di informare correttamente la cittadinanza sul reale sviluppo della Centrale Geotermica di Serrara Fontana.

Lo Staff

Approfondisci