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Giustizia a mollo

In merito all’articolo comparso su “Il Golfo” di mercoledì 13 giugno a firma P.M.

“Gli avvocati pronti a chiedere aiuto al Movimento 5 stelle di Beppe Grillo”

Siamo solidali in quanto cittadini dell’isola con la protesta e la mobilitazione degli avvocati volta a scongiurare gli effetti nefasti della ormai quasi certa delocalizzazione degli uffici giudiziari di Ischia. Ci mancherebbe altro, il diritto alla giustizia è garantito dalla costituzione e deve essere ugualmente accessibile a tutti i cittadini della repubblica.

Ci preme però precisare che allo stato non ci è pervenuto nessun invito in merito dalla classe forense, che sembra (almeno da quanto scrive P.M.) considerare ancora il MoVimento 5 Stelle e Beppe Grillo alla stregua di “Striscia la Notizia” e del Gabibbo, uno spauracchio da agitare come se si chiedesse clemenza a carnefici estero(genu)flessi mandati a sbranarci.
Mi dispiace, non è proprio così che funziona.

Tra l’altro, Beppe Grillo ha già sollevato il caso , dei tagli alla giustizia , solo pochi giorni fa, denunciando la chiusura del Tribunale di Lamezia Terme (comune sciolto 2 volte per mafia) e personalmente non credo che voglia/possa tornare sul tema, visti i milioni di input e richieste che riceve a cui si presta a fare da megafono.

Non esiste nessun partito, nessun leader, (tra l’altro il movimento non ha leader) “che si prende a cuore le sorti della popolazione ischitana” (se pensiamo ancora queste cose possiamo pure spararci). Il lavoro lo deve fare chi sta sul territorio, cioè tutti noi, combattendo centimetro per centimetro e nello stesso tempo progettando il futuro, come lo vorremmo.

Siamo quindi fin d’ora disponibili in quanto movimento 5 stelle a partecipare o anche a promuovere un’assemblea cittadina, in cui discutere ed elaborare proposte concrete per la “difesa e il miglioramento dell’accessibilità ai servizi della giustizia”. Valutiamo insieme alla cittadinanza problemi, soluzioni e strategie. Nessuno lo puo fare meglio dei diretti interessati.

Questo è il MoVimento, democrazia dal basso e partecipativa.

Gli avvocati sono invitati, così come i giudici, i cancellieri e gli impiegati del tribunale e tutti i cittadini utenti dei servizi di giustizia.

di Luca Savino

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