L’edilizia “lecita” e “fantasiosa”, sulla pelle dei bambini

Questa storia inizia a gennaio del 2010 (in piena ondata abbattimenti).

Dove è sorto l inizio di questo calvario era posizionata una cabina primaria enel da 30 anni(a 3 metri dal plesso scolastico)ora spostata di fronte (sempre a 3 metri !!!) e già qui intuiamo quanto a cuore hanno i bambini.
Lo smantellamento della suddetta cabina enel è avvenuto senza nessuna messa in sicurezza per le polveri (chiamarle tossiche è poco) e chi sa che fine hanno fatto!!!
Lo scavo è iniziato a marzo senza alcun cartello di inizio lavori(apposto dopo nostre segnalazioni), dove è specificata la consegna del lavoro per agosto2010!!!!!!! Per un totale di circa 250mila euro.
Ad oggi abbiamo questo: un grezzo del nuovo asilo di 300mq circa ad occhio (abbandonato da circa 7mesi) + l’intero smantellamento dell asilo che era in funzione (da 7mesi anche lui abbandonato); tutta la circonferenza del plesso scolastico è nell’ abbandono più totale (materiale di risulta, allagamenti alle fondamenta,monnezza dei soliti incivili, attrezzature della ditta appaltatrice all’intemperie).
Ad oggi già da quasi un anno l asilo Piedimontese di Barano è ammassato in una struttura del clero (uno stanzone di 100mq circa), non so a che condizioni.
Purtroppo le mie intuizioni sono diventate realtà, non ero assolutamente convinto della ditta appaltatrice,non vedo per nulla a norma un plesso scolastico sotterrato,se veramente occorrono più anni per un lavoro del genere , è normale ammassare un intero asilo in uno stanzone?

Bastava ristrutturare la struttura attuale ed avremmo risparmiato migliaia di nostri euro ed oggi avremmo riavuto l asilo lindo e pinto, semplice.

Un po di crono-storia da febbraio 2010 a dicembre 2010 tratte dal Meetup Movimento 5 stelle Ischia .

SUL  GOLFO  GIORNI  DOPO


Oggi 29 gennaio 2011 ecco alcune “panoramiche”




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Ogni metro di verde sacrificato sull’Isola è respiro tolto ai nostri figli

di Mario Goffredo

Ogni metro di verde, per quanto incolto o abbandonato esso sia, è l’espressione genuina e diretta dell’Isola. E’ quel valore aggiunto che ancora rende Ischia appetibile al mercato turistico, attribuendole quell’identità rurale e mediterranea di Isolaverde che negli anni è stata garanzia di successo e di benessere.
Sacrificarlo significa mettere a serio repentaglio l’Isola ed il futuro dei nostri figli.
Con un procedimento pericolosamente vicino all’irreversibilità si sta trasformando la fortuna di nascere in un posto incantevole e dalle mille risorse in condanna all’isolamento in un territorio ipercementificato e sterile economicamente e socialmente.
E’ per tale motivo che Ischia deve lottare per la propria sopravvivenza, dicendo STOP AL CEMENTO, abusivo o legittimo, privato o di stato, di necessità o speculativo. Ischia ora deve lavorare per far fronte con la massima efficienza alle esigenze sociali senza sacrificare un metro di terreno di più.
L’esistente, il già cementificato, se razionalizzato ed organizzato potrà fronteggiare con funzionalità ed efficienza i bisogni sociali che la popolazione richiede da qui a molti anni ancora.
In termini abitativi i vani già esistenti sono più che sufficienti a rispettare il diritto all’abitazione e ad una vita dignitosa (da non confondersi con l’inesistente ed aberrante diritto a costruirsi una propria casa di proprietà che molte forze politiche vanno sbandierando) con una politica di promozione, calmierazione ed incentivazione delle fittanze e del mercato immobiliare che valorizzi ciò che abbiamo a disposizione senza dar modo di costruire il superfluo ed il dannoso.
L’accorpamento dei servizi con un criterio di funzionalità potrà evitare inutili nuovi edifici con benefici effetti anche sul traffico, portando ad una drastica riduzione di inutili spostamenti.
Un esempio lampante è il centro polifunzionale di Via Morgioni, già parzialmente destinato alle scuole, a cui il buon senso deve necessariamente attribuire una funzione poliscolastica con l’accorpamento di più istituti, con servizio di navetta scuolabus che porti i ragazzi a casa o comunque lontano dal centro in spazi logisticamente più adatti alla sosta dei genitori in attesa. Un esempio? Lo spazio del palazzetto “Taglialatela”.
La collocazione strategica e logistica di questo spazio lo rende ideale per un capolinea dei bus-navetta di un trasporto pubblico che su di un’isola deve essere beneficiario del massimo contributo economico e finanziario, non potendosi pensare di far crescere senza sosta un parco auto che è già tre volte la popolazione residente e che rende il traffico una piaga oramai costante del territorio.
La logica di nuovi parcheggi è la condanna della mobilità perché essi contribuiscono all’aumento scriteriato delle macchine e trasformano il territorio rurale isolano in grigia tristezza urbana, privando ulteriore verde all’Isola come accaduto a Sant’Alessandro.
Perché non funzionalizzare ed investire su ciò che già esiste? Perché si ritiene così assurdo nel caso di Sant’Alessandro investire sul parcheggio, già esistente, adiacente alla Piaggio, servendolo con una navetta che con un percorso circolare e costante dal parcheggio stesso copra tutta la zona, passando da Via Girardi e tornando al punto di partenza da Via Quercia?
Le soluzioni sostenibili sono sempre alla portata di mano, ma difficilmente alla portata di una testa che sull’Isola continua a sacrificare verde e bello in nome di una presunta comodità che si trasformerà in supplizio per aver trasformato un territorio incantevole in una grigia metropoli galleggiante.

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Lettera di Patrizia Gentilini, oncologa



“Con il recente scandalo di polli e uova tedesche alla diossina ritorna il problema della sicurezza alimentare (… le mozzarelle campane, le pecore pugliesi, i suini irlandesi) che però rischia di passare come una notizia fra le tante. Col termine diossina si intende laTCDD, nota come “diossina di Seveso” dopo l’incidente del 1976, pericolosa a dosi infinitesimali (miliardesimi di milligrammo), è stata definita la sostanza più pericolosa conosciuta; affini a questa molecola ve ne sono centinaia per cui si parla genericamente di “diossine“. Sono molecole persistenti nell’ambiente, la cui assunzione avviene per il 90% per via alimentare: pesce, latte, carne, uova e formaggi. Le diossine sono trasmesse dalla madre al feto durante la gestazione e l’allattamento. Dagli studi risulta che in Italia un lattante di 5 kg assume diossine da alcune decine fino a centinaia di volte superiori al limite massimo dell’UE.
Le diossine rientrano nel gruppo degli interferenti endocrini. L’esposizione a diossine è correlata allo sviluppo di tumori (*). Trattandosi di sostanze così pericolose nel 2004 è stata stilata a Stoccolma una convenzione da 120 Paesi, fra cui l’Italia, per vietare la produzione intenzionale ed imporre la riduzione di quella non voluta. Peccato che il nostro Paese sia stato l’unico a non averla ratificata!
Le diossine si formano in particolari condizioni di temperatura in presenza di cloro. Ogni processo di combustione, in particolare di plastiche, porta alla loro formazione, e sono presenti nei fumi e nelle ceneri degli inceneritori. Le uova alla diossina vengono fatte risalire alla somministrazione di mangimi contaminati da oli industriali ed altri inquinanti agli animali, ma questo oscura il fatto che nel 2005, nella stessa regione ( Bassa Sassonia), si era evidenziata una contaminazione oltre i limiti consentiti di ben il 28% di polli allevati all’aperto – quindi polli “ruspanti“, che consideriamo sicuri perchè allevati in modo “naturale“. La Bassa Sassonia è caratterizzata da acciaierie ed inceneritori. Parlare di mangimi e non delle ricadute delle diossine non mette a fuoco le conseguenze di uno “sviluppo” industriale dissennato. Aver distrutto la civiltà contadina, avvelenato il territorio con pesticidi e permesso impianti assurdi ed inquinanti come gli inceneritori arreca incalcolabili danni all’ambiente e alla salute e mina la possibilità stessa di sopravvivenza delle generazioni future.
I dati relativi all’agricoltura europea mostrano come l’Italia è destinata al fallimento anche dal punto di vista agricolo che dovrebbe rappresentare l’eccellenza nel nostro Paese. L’ andamento dei redditi agrari del 2010 sul 2009 è: EU +12.3, Danimarca+54.8, Olanda +32, Francia +31, Germania +23, Spagna +7, Italia -3.3 (con calo della superficie agricola di 19.200 kmq negli ultimi 10 anni). Dobbiamo riconoscere ilfallimento del modello di sviluppo attuale che non si cura delle conseguenze delle proprie scelte ed è arrivato a contaminare le basi dell’alimentazione inquinando anche l’alimento più prezioso al mondo: il latte materno!” Patrizia Gentilini – Presidente Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Forlì

Promuovi la raccolta differenziata ed elimina gli inceneritori!

Contatta la Lista Civica o il Meet up più vicino a te.

(*) Per la TCDD, linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) e a disturbi riproduttivi, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, diabete, malattie della tiroide, danni polmonari, metabolici, cardiovascolari, epatici, cutanei e deficit del sistema immunitario.

Fonte

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