Acqua bene pubblico. Lettera aperta all’amministrazione isolana

Noi Cittadini, Partiti, Movimenti ed Associazioni ci rivolgiamo a Lei (a tutti i consiglieri comunali ed i sindaci) in quanto rappresentante della collettività e delle necessità dei consociati del Comune di cui fa parte.

Se Le chiedessimo quali sono i due beni fondamentali alla vita lei certamente risponderebbe aria ed acqua.

Ebbene con il decreto Ronchi, (che all’art. 15 avvia un processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali di dismissione della proprietà pubblica e delle relative infrastrutture), i nostri governi avanzano con un percorso di smantellamento del ruolo del soggetto pubblico, che non sembra avere eguali in Europa.

L’atteggiamento quindi poco democratico dei nostri governi rispetto ad un bene pubblico cosi importante è assolutamente da condannare e rientra nelle logiche affaristiche che tendono ad accaparrasi e a distribuirsi la gestione dell’acqua rendendola un bene di rilevanza economica e quindi soggetta alle logiche del mercato.

Al mero interesse di mercato e di privatizzazione noi contrapponiamo la concezione secondo cui l’ acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro dell’umanità.

L’acqua è un bene pubblico primario, essenziale per la salute e la vita e non può essere considerata una merce. Il servizio idrico integrato non deve avere rilevanza economica.

Riteniamo altresì fondamentale il principio della proprietà e della gestione PUBBLICA del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, siano PUBBLICHE e che costituiscano una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.

Le chiediamo pertanto di proporre nella prima seduta del consiglio comunale di cui Lei fa parte, una proposta di modifica dello statuto comunale che si impegna a Costituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni:

riconoscere nel proprio Statuto Comunale/Provinciale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale/Provinciale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000;

Grazie ai comitati per l’acqua pubblica della Campania il 18 ottobre è stato sventato il tentativo di approvazione della delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ato2 che avrebbe accelerato i processi di privatizzazione dell’acqua nei comuni di ato2.

I comitati sono intervenuti all’inizio dell’assemblea ricordando che con un 1.400.000 mila firme i cittadini italiani hanno espresso la volontà di pronunciarsi tramite referendum sulle leggi di gestione del sevizio idrico che oggi permettono la privatizzazione e chiedono quindi di fermare qualsiasi affidamento ad società per azioni, sia miste che a capitale pubblico, come vorrebbe il CDA dell’Ato2.

Hanno poi espresso la preoccupazione per l’acqua della città di Napoli, gestita dall’Arin (spa a totale capitale pubblico), in quanto il 31 dicembre 2010 anche l’ARIN SpA, secondo la legge Ronchi, dovrà cedere almeno il 40% della proprietà.

I delegati del Comune di Napoli hanno lasciato l’aula dicendo di non essere stati delegati dal sindaco di Napoli per l’approvazione della delibera di Ato2, senza però esprimersi sulla ripubblicizzazione del servizio idrico a Napoli. Questo dimostra che, nonostante sia possibile già da ora e lo abbiamo dimostrato, trasformare l’ARIN in azienda speciale senza scopo di lucro, manca la volontà politica di fare un passo che impedisca l’ingresso dei privati nella gestione del SII (servizio idrico integrato).

Le chiediamo quindi di rivendicare il ruolo delle amministrazioni locali nella gestione del SII, attraverso le seguenti azioni:

sostenere la richiesta al Parlamento di una moratoria sulle scadenze imposte dall’art. 1 del DL 25 gennaio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge 42/20106 bis della Legge 42/2010 in merito alla soppressione delle Autorità d’ambito territoriale

contrastare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.

qualora fosse possibile di destinare una somma (a sua discrezione) per l’adesione e il sostegno alla campagna referendaria nazionale per l’acqua pubblica.

La invitiamo altresì a promuovere nel nostro territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica anche attraverso iniziative atte ad informare e coinvolgere la cittadinanza sui vari aspetti sia ambientali che gestionali a riguardo;

A contrastare il crescente uso delle acque minerali promuovendo l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche;

Sviluppare una campagna di informazione/sensibilizzazione sul risparmio idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale.

Tutto ciò nel rispetto e la tutela dei diritti fondamentali della persona e la piena e paritaria fruizione dei beni comuni.

Si scrive acqua si legge democrazia!

A Forio il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la modifica dello statuto…. Voi cosa aspettate??

Movimento 5 Stelle Isola d’Ischia
Federazione della Sinistra
Movimento Facciamoci Sentire

I Cittadini

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Comune unico d’Ischia, oggi il sì del Consiglio

Comune unico dell’Isola d’Ischia: approdano oggi all’esame del Consiglio regionale i due provvedimenti che danno il via libera al referendum popolare. Due le proposte di legge che la scorsa settimana hanno ottenuto il via libera della prima Commissione (Affari generali): una fa capo ai consiglieri del Pdl, Domenico De Siano e Fulvio Martusciello; l’altra all’esponente dell’Mpa-Caldoro presidente, Angelo Marino. Obiettivo: sottoporre agli abitanti dell’isola di Ischia i referendum finalizzati alla costituzione o del Comune “Città di Ischia” (comprendente i tre comuni di Casamicciola, Ischia e Lacco Ameno), come proposto dai consiglieri del Pdl, o del Comune Unico “Isola d’Ischia” (comprendente tutti gli attuali comuni dell’isola verde, inclusi quelli di Barano e Forio), come proposto da Marino. Quest’ultimo è anche firmatario della proposta di legge per l’istituzione del Comune di Lago Patria, che la prima Commissione ha approvato a maggioranza.

E. S.

Fonte: denaro.it

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